Primo Maggio, Cisl e Uil avvertono: più occupati in Liguria, ma salari e stabilità restano il nodo

Alla vigilia della festa dei lavoratori, Luca Maestripieri chiede un salto di qualità su sicurezza, redditi e giovani, mentre Riccardo Serri denuncia il divario salariale che penalizza donne e nuove generazioni

La Liguria arriva al Primo Maggio con più lavoro, ma non ancora con il lavoro che serve davvero a garantire futuro, autonomia e dignità. È il messaggio che arriva dalla Cisl Liguria e dalla Uil Liguria alla vigilia della festa dei lavoratori, in una giornata in cui i dati positivi sull’occupazione si intrecciano con problemi ancora aperti: salari bassi, contratti fragili, sicurezza, part-time involontario, discontinuità professionale e difficoltà crescenti per giovani e donne.

Per il segretario generale della Cisl Liguria Luca Maestripieri, il punto di partenza sono i numeri: 651 mila occupati e un tasso di occupazione al 68,8%, superiore alla media nazionale. Un dato che, secondo il sindacato, va riconosciuto perché racconta l’impegno di lavoratori, imprese e parti sociali. Ma fermarsi alla quantità sarebbe un errore. «Dietro le statistiche ci sono persone che fanno i conti con contratti ancora troppo fragili, salari spesso insufficienti rispetto al costo della vita, percorsi professionali discontinui e giovani che continuano a cercare altrove le opportunità che la nostra regione fatica a offrire», afferma Luca Maestripieri.
La crescita dell’occupazione, per la Cisl Liguria, resta infatti concentrata soprattutto nei servizi e nel turismo, settori decisivi ma ancora segnati da stagionalità e part-time involontario. L’industria continua a mostrare fragilità e molti under 35 non trovano contratti solidi. «Retribuzioni medie sotto i 1.600 euro netti al mese non bastano per costruire una vita autonoma in una regione costosa come la nostra», sottolinea Luca Maestripieri, che chiede stabilità contrattuale, salari dignitosi, formazione continua, crescita professionale e partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese.
La sicurezza resta uno dei capitoli più delicati. Per il segretario della Cisl Liguria i miglioramenti non bastano, perché la curva degli infortuni rimane troppo alta e in molti luoghi di lavoro prevenzione e formazione non sono ancora una pratica quotidiana. «La sicurezza non può essere considerata un adempimento formale o un costo da comprimere: è un investimento sul capitale umano più prezioso che abbiamo», dichiara Luca Maestripieri, chiedendo un salto culturale prima ancora che normativo.
Nel quadro tracciato dalla Cisl entra anche il tema delle piccole e medie imprese, definite la spina dorsale dell’economia ligure ma anche il segmento più esposto alle turbolenze del mercato. Il dato del 32% di imprese che segnala difficoltà serie per il 2026, osserva il sindacato, impone strumenti concreti per accompagnare riconversione, credito, innovazione e presenza istituzionale. A questo si aggiunge il nodo demografico: la Liguria ha un’età mediana di 52,3 anni e nel 2024 oltre 2.100 under 39 hanno scelto di costruire altrove il proprio futuro. Per Luca Maestripieri, la tendenza si può invertire solo con assunzioni stabili, formazione su economia verde e digitale, politiche abitative credibili e un sistema produttivo capace di offrire prospettive vere.
Sul fronte Uil, il segretario generale Riccardo Serri concentra l’attenzione sulle disuguaglianze salariali, a partire dalla condizione femminile. «Il lavoro cambia ma per le donne le condizioni salariali non cambiano mai», denuncia Riccardo Serri, ricordando che in Liguria aumentano le lavoratrici occupate, ma restano forti le contraddizioni legate al differenziale retributivo, al peso del part-time involontario e alla discontinuità dei percorsi professionali, soprattutto nel terziario.
I dati sulle retribuzioni del lavoro dipendente elaborati dall’Istituto nazionale della previdenza sociale indicano in Liguria un reddito medio annuo di 27.366 euro per gli uomini e di 17.996 euro per le donne, con una differenza di 9.370 euro e un divario retributivo di genere pari al 12% in meno all’ora rispetto agli uomini. Per la Uil Liguria, donne e giovani restano così ai margini della crescita, bloccati da salari insufficienti e da modelli organizzativi che non valorizzano davvero competenze e percorsi.
«La Uil ha intrapreso da tempo una battaglia culturale contro le disuguaglianze e per la legalità, che è il presupposto per qualunque azione a contrasto del cattivo lavoro: dal dumping retributivo ai diritti disapplicati», afferma Riccardo Serri. Il sindacato chiede un confronto più forte con la politica, una contrattazione di primo e secondo livello capace di incidere sulla qualità del lavoro, il contrasto ai contratti pirata e percorsi formativi mirati per giovani e donne.
Cisl Liguria e Uil Liguria, pur da accenti diversi, portano dunque al Primo Maggio la stessa richiesta di fondo: trasformare la crescita dell’occupazione in lavoro stabile, sicuro, retribuito in modo adeguato e capace di non lasciare indietro chi oggi paga il prezzo più alto della precarietà. Domani la Cisl sarà in piazza a Genova, Savona, Imperia e La Spezia con le altre sigle sindacali, mentre il tema scelto per il Primo Maggio nazionale richiama contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti in un Paese che cambia anche sotto la spinta dell’intelligenza artificiale.
Sempre per il Primo Maggio, ai Giardini Luzzati è in programma anche il concerto promosso dalla Camera del Lavoro di Genova e dallo Spi Cgil Genova, con ingresso libero dalle 18, El Partydo, Teppa Bros e dalle 21.30 la selezione musicale de Lo Stato Sociale nell’Auditorium Giuliano Carlini. L’iniziativa, dedicata al tema “Pace e Lavoro”, punta a parlare soprattutto ai giovani attraverso la musica, unendo diritti, solidarietà e partecipazione in uno spazio aperto del centro storico. Il programma completo è qui: https://genovaquotidiana.com/2026/04/29/primo-maggio-ai-giardini-luzzati-lavoro-e-pace-diventano-concerto-con-el-partydo-teppa-bros-e-lo-stato-sociale/
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